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Come  tutti sappiamo , il mondo del Metal è molto vasto, forse il genere musicale con più sfumature.

Non solo fatto di aggressività, il Metal è capace di sfoderare quel suo lato più melodico e leggiadro che risiede nell’ anima di ogni metalhead. Se in più  affianchiamo a tali sensazioni una tecnica da panico, beh allora abbiamo il pacchetto completo.

A voi oggi presento il primo full length dei Fatal Destiny: “Palindromia”.

 

Fondata nel 2011 dal batterista Nicolò della Valentina e dal cantante Andrea Zamboni  uniti dalla passione per il Progressive, nella band veronese si aggiunge il bassista Filippo Zamboni e, dopo numerosi provini,  il chitarrista Riccardo Castelletti.  Comincia così un avventura fatta di prove e studio che dà alla luce nel 2015 “Palindromia” , un’opera di  otto tracce in collaborazione con un Alessandro Bertoni alle tastiere, registrate direttamente al “Derek Sherinian’s Beachwood Manor Studio” di Los Angeles. Un ottimo equilibro di tecnica e melodia su atmosfere oniriche, un mescolarsi di tastiere alla Dream Theater , su una base in continua evoluzione ed una voce dalle alte sonorità  che non riesce a trattenersi.

 

L’album si apre con un intro sorretto da solo tastiere che dà titolo all’opera stessa, “Palindromia” , un mischiarsi di suoni quasi trascendentali volti  a  creare quell’alone di mistero che  fa  da fondamenta per l’intero album dei Fatal  Destiny. Un breve intro,  perfetto per  calare fin da subito l’ascoltatore in un clima dettato dall’occulto. A seguire “Beyond Dreams”, brano che esprime in toto le sonorità progressive del gruppo. Con un ottimo reparto ritmico si fa subito apprezzare  grazie alle spavalde capacità tecniche di questo gruppo di Verona. Nella prima parte del brano, si fa spazio un Andrea Zamboni veramente interessante, la sua enorme estensione vocale gli permette di fronteggiare un riffage marcato e possente di una  sei corde brillantemente incastrata. Fra note squillanti e ritmi cadenzati, le tastiere mantengono  atmosfere leggiadre fino allo stacco centrale, dove un prorompente assolo di quest’ ultime  dà il via allo sfogo progressive di questi novizi dai coltelli affilati. Un intro di piano puro stile Dream Theater  preannuncia l’inizio di “Leave Me Here”,  una song melodica  davvero d’impatto. Sonorità più lievi rispetto al precedente pezzo seppur con maggiore profondità, accompagnate da una componente acustica e da una  voce di grande intensità, rendono “Leave Me Here” uno dei pezzi più immersivi dell’intero album. Inoltre anche questa è caratterizzata da uno stacco centrale, volto quasi a tracciare una linea che separa la parte delicata da quella più aggressiva e sperimentale. Sebbene non vi siamo elementi così innovativi, questo terzo brano si fa sicuramente notare, ottimo songwriting per i Fatal Destiny.

 

Continuiamo con “Gate Of Time”, pezzo che non si stacca dallo stile, un assolo di chitarra degno di nota , si fa largo tra ritmi lievi e sonorità particolarmente melodiche, che scatenano allo spettatore un senso di  leggerezza e di fresca armonia. Impreziosita da bagliori di influenze alternative, “Gate Of Time” si propone come uno dei pezzi più moderni ed appetibili  a mio  parere di “Palindromia”. A proseguire “Feel Alone”, una gustosa power ballad diramata da una linea vocale eccellente che è impossibile non apprezzare e da un altrettante pregiato supporto strumentale che sfocia nell’ amato virtuosismo di questa band ma che si adegua benissimo alle sonorità stardard  che il pezzo necessita per poter  mostrare le propria efficacia. Insomma un  ottimo equilibrio di voci e strumenti raffinati  che rende la traccia un’ opera pregna di emozioni, un brano  che il pubblico gradirà sicuramente. Un breve intro di  tastiere accompagnate da un arpeggio acustico introduce “Dear Amy”, un brano che si distacca abbastanza per alcuni versi dalla stile progressive della band veronese, sonorità molto spensierate ma che grazie ad un  Nicolò Dalla Valentina  che pesta a dovere, “Dear Amy” non risulta estranea a “Palindromia”, si amalgama benissimo con il resto dei pezzi e le sue distinzioni  la fanno solo emergere in tal senso. Inoltre verso la fine assistiamo ad un Riccardo Castelletti davvero scatenato, il suo assolo di chitarra  è qualcosa di sensazionale,  un concentrato di  vera potenza, ottima prova tecnica per la band. Con “Human Factory” torniamo alla vera essenza  Fatal Destiny, un ritmica in continua evoluzione dotata di un riffage ben strutturato, un’ottima sezione vocale, un comparto di tastiere dalla cadenza sheriniana e cosa altro dire,  una canzone che coinvolge tutte le impronte musicali della band,  che si aggiudica senz’ ombra di dubbio il podio in “Palindromia”. Giungiamo alla fine con “NO DeviL LiveD ON”,  un breve outro di 1.30 minuti  , un intersecarsi  di suoni dall’aspetto quasi inquietante che si mescolano in maniera disturbante  ad  alcune melodie proposte nei brani precedenti, creando  così un effetto  di “disarmonia” gradevole,  discreto finale  per i Fatal Destiny, che concludono questa piacevole esperienza  in maniera del tutto inaspettata.

 

Cosa  dire di questo album, brillante esordio per questa band veronese, ottima tecnica,

un’opera melodica che si incalza adeguatamente ai canoni odierni e che lascia molto spazio alla sperimentazione e alla vastità del genere proposto, qualche pecca forse nella bruschezza di alcuni stacchi, ma per il resto “Palindromia” risulta essere un’ottima esperienza  che  può aprire una brillante carriera a questa giovane band.

  

Track-list:

 

1. Palindromia

2. Beyond Dreams

3. Leave Me Here

4. The Gate of Time

5. Feel Alone

6. Dear Amy

7. Human Factory

8.  No Devil Lived On

 

By Leo

 

Voto:80/100

Salve lettori di Oculu§ MetalluM! Questa volta lascerò da parte ogni probabile introduzione perché in effetti di parole ce ne sono poche, quando sai che stai per recensire un progetto nato dall’amicizia profonda che si è creata tra due chitarristi per altro molto preparati. Ebbene il progetto Enygma, vede molto semplicemente un duo composto da Michele Frodella e Gianluca Poppi, entrambi appassionati di generi come il Neoclassic Metal e la chitarra shred. I ragazzi hanno pubblicato tre brani, ed io, cercherò di esaltare quanto più possibile le abilità dei due.

 

Sebbene le sonorità tipiche del genere proposto siano già trite e ritrite, i nostri due ragazzi hanno provato a fare qualcosa che non per forza doveva essere ricollegato al Neoclassic Metal, anche solo sperimentando varie soluzioni armoniche e melodiche oppure inserendo riff più o meno aggressivi oltre ai soliti tecnicismi. In questi tre brani avremo di sentire orchestrazioni curate, almeno in parte, come nel brano “The Circle” dove sentiremo oltre agli sweep ed i legati, anche un pianoforte. Le sezioni più aggressive comunque sono rese più armoniose dall’utilizzo di varie tastiere di sottofondo, non ci saranno mai punti troppo poco curati a livello melodico.  Tuttavia nel brano “Rewind” i ragazzi lasceranno parlare le loro chitarre, in un flusso di note in armonia che mettono pace e trasmettono anche un certo senso di serenità e tranquillità. Si può facilmente capire come Michele e Gianluca abbiano legato abilità e sentimento. Questo dimostra che la sola tecnica può essere più potente se dietro alla musica si ha un messaggio; con questa composizione i due ragazzi vogliono ricordare i loro nonni. In “Dreaming through the eyes” si ripercorre un po’ la scia neoclassica di “The Circle”, almeno stilisticamente; bisogna però dire che ogni brano è diverso dal precedente, a livello di composizioni e di idee (cosa che nel Neoclassic Metal raramente si sente). Ritornano le orchestrazioni, e le parti di chitarra dal sapore neoclassico dovuto agli arpeggi, sweep, legati, tapping e chi più ne ha più ne metta.

 

Spero vivamente in un successo, magari non troppo immediato, per questo progetto Enygma. Spero anche per loro che si possa avverare un sogno, che sarà quello magari di suonare su qualche grande palco, e non solo rimanere in studio a fare pezzi che strumentalmente sono molto curati…ma dal vivo? Tuttavia sono fiducioso, ma con tre brani non si può capire molto e stavolta mi terrò molto basso.

 

Che sia un incentivo per gli Enygma, una spinta a fare un EP o magari un album!

 

TRACKLIST:

 

01 The Circle 

02 Rewind

03 Dreaming through the eyes 

 

By Matteo DoomMaster Perazzoni

 

Voto: 60/100

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Alcune recensioni della Music Reviewer Larika Fracca sono state eseguite in collaborazione con Horrorscape.jimdo.com

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