

Dopo un esordio promettente nel 2011, con il loro primo album “The Wings Of Salvation”, ritornano i Crimson Wind, band siciliana di Palermo, insieme al loro secondo lavoro, “Last Poetry Line”. Il gruppo, dopo l'abbandono dell'ex cantante Alessio Taormina, è rimasto fermo alla ricerca di un valido sostituto, trovandolo poi in Guido Macaione, che sicuramente ha svolto un ruolo importante nel rinnovamento del loro sound. Troviamo al basso, co-fondatore del gruppo, Niki Zummo, accompagnato da Claudio Florio alla batteria, Giuseppe Taormina alla chitarra e gli ultimi arrivati, Sergio Lamantìa e Diego Galati. “The Last Poetry Line”, rimane coerente con le sonorità del suo predecessore ma superandolo, regalandoci un power metal sinfonico con degli arrangiamenti ben congeniati e molto sofisticati, arricchiti da un insieme tastieristico davvero ammirevole.
La prima traccia che ci da il benvenuto, “Black Shelter”, è perfetta come opener e invoglia l'ascoltatore a proseguire nella scoperta dell'album. Arrangiata in modo sublime, con un riff potente e un ritornello incalzante che ti rimane nella testa, è sicuramente un ottimo biglietto da visita. Proseguiamo con “Last Poetry Line”, in cui ho apprezzato le doti vocali di Macaione, meno spinte ma più morbide, insieme ad un power con delle venature prog che non presenta mai punti di cedimento e mantiene viva l'attenzione di chi sta ascoltando. La seguente, “Death Dwells in Sight”, è sicuramente una delle canzoni che ho preferito di questo lavoro. Sin dai primi accenni, si viene totalmente coinvolti dai suoi ritmi più aggressivi, scattanti e decisi, con un intermezzo sinfonico che arricchisce la traccia e la rende difficile da dimenticare. Arrivando ad “In Vain”, abbiamo ben in chiaro che i Crimson Wind, hanno sviluppato una forte personalità e che il loro power, sicuramente con dei punti di ferimento italiani e dalle melodie vocali molto lineari, non manca di quelle sonorità internazionali che non tradiscono le aspettative degli amanti del genere. Giungiamo a “The Hills Gaze In Silence”, una power ballad che aggiunge un merito in più a “Last Poetry Line”. Con le sue melodie lente, a tratti malinconiche ed un testo appassionante e molto emotivo, culla l'ascoltatore senza proporgli qualcosa di banale e senza annoiarlo. Seguono “Still” e “The Storm”, canzoni che, in effetti, ho trovato abbastanza simili tra di loro. Entrambe con ritmi power sostenuti e veloci, arrangiate riccamente e che non vanno disdegnate dall'ascolto. L'album continua a sorprenderci con la bellissima “Whisper”, quasi nostalgica e idilliaca, in cui possiamo apprezzare il piano e gli arpeggi, eseguiti alla perfezione. Il full lenght aveva aperto alla grande con “Black Shelter” e chiude allo stesso modo con “Heirloom”. Benché il pezzo sfiori i nove minuti d'ascolto, non annoia assolutamente e ci dimostra che questa band palermitana, riesce a rendere godibile il proprio sound anche su lunghe distanze. Questa canzone si potrebbe definire come la rivisitazione di tutto l'intero album, grazie ai vari stacchi di sinfonie. La bonus track “Farwell Is Forever”, non aggiunge ma nemmeno toglie merito al lavoro compiuto, ci ricorda semplicemente le grandi potenzialità che abbiamo riscoperto con questa nuova uscita.
“Last Poetry Line”, sicuramente convince, grazie ad un songwriting maturo, chiaro e deciso. Con questo full, i Crimson Wind hanno dato prova delle loro potenzialità e di una notevole personalità.
Tracklist:
1. Black Shelter
2. Last Poetry Line
3. Death Dwells in Sight
4. In Vain
5. The Hills Gaze In Silence
6. Still
7. The Storm
8. Whisper
9. Heirloom
10. Farwell Is Forever (bonustrack)
By Jackie Black
Voto: 75/100

Nel novembre del 2015, viene rilasciato “Crimson Dyed Abyss”, il primo debut-album della band croata Angel Seed. La band, formata da sei musicisti con molti anni di esperienza e diplomati, è stata presentata al “grande pubblico” come supporter dei Within Temptation. Esattamente come gli olandesi appena citati, anche gli Angel Seed, hanno una leadership tutta al femminile: infatti, al microfono, troviamo la frontgirl Ivana Anic Lara, seguita dai fondatori Damir Marijan Maras alla chitarra ritmica, Jurica Baljak alla batteria e Sinisa Antunovic Medo al basso, per concludere con Jurica Bažant alle tastiere e Juraj Birin alla chitarra solista. Sicuramente, una delle particolarità di questa band nata a Zagreb, è la non-appartenenza a nessun genere in particolare. Per spiegarci meglio, la loro musica è un'alchimia di sottogeneri dell'heavy metal; amalgamati tra loro troviamo thrash, symphonic metal, power, goth e un pizzico di folk, il tutto condito con influenze classiche. Anche il songwriting si disperde nelle più varie sfaccettature della vita ma presentandoci, anche, elementi di fantasia, come personaggi e mondi fantastici, che ci fanno conoscere altre dimensioni.
“Crimson Dyed Abyss”, inizia quasi prepotentemente con l'opener “Bloodfield”. Il brano fa subito intuire che tipo di viaggio andremo ad affrontare. Dopo un inizio misterioso, le note esplodono e la canzone raggiunge picchi di energia notevoli, grazie a dei riff stretti e grezzi, e a dei cori imponenti e maestosi. La seconda traccia, “Dancing With The Ghosts”, è una delle mie preferite. Sin dalle prime note, l'ascoltatore si trova immerso in un'atmosfera inquieta, oscura, quasi demoniaca. La voce di Ivana, con rabbia, ci racconta la sua lotta contro i fantasmi che dimorano nei suoi incubi. Irrompono, nel mentre, cori maschili aggressivi e cavernosi, e si ha la sensazione di star ascoltando un dialogo tra “il bene ed il male”. Le chitarre si abbracciano al suono di strumenti classici e danno vita ad un'ambientazione davvero suggestiva. Cambiamo scena con “Man With Black Roses”, in cui si nota, particolarmente, una spiccata influenza power. La voce femminile rimane sempre vellutata e morbida, anche durante i continui cambi delle armonie, scanditi da cori ancestrali e una chitarra viva e mordente. Giungiamo, poi, a “Forever Blind”; un pezzo che mi è rimasto in testa, sopratutto per i continui cambi di tempo, pur rimanendo sempre energico, aggressivo e dalle sonorità ammalianti. E' stato piacevole scoprire che gli Angel Seed, lasciano molta voce ai loro strumenti, senza coprirli o sovrastarli in alcun modo, creando un perfetto bilanciamento di momenti strumentali e vocali. Continuando l'ascolto, arriva “Leaving All Behind”, una ballad struggente ma potente al tempo stesso che, secondo me, arriva al suo apice durante gli ultimi fraseggi, in cui pochi strumenti fanno da accompagnatori alla voce che, sfumando, si lascia tutto alle spalle. Nella seguente “Fallen Angel”, in cui troviamo un thrash più prepotente, fanno sfoggio cori operistici e ricorrenti assoli, prima di flauto, poi di tastiere e infine di chitarra. Da questo momento in poi, anche se mancano poche tracce alla conclusione del viaggio, l'ascoltatore si ritrova quasi perso. L'album smarrisce un po' d'identità e si fa fatica a districarsi tra le tracce che rimangono, non perché non siano belle ma perché, tendono ad emularsi tra loro. Con “Schizohead” ritorniamo in una dimensione sinistra e inquieta, mentre “Breaking Dawn” ci accoglie in modo più soft e delicato. “Soulcollector” e “The Healer”, siamo arrivati quasi alla fine. Benché le canzoni siano di ottimo livello e abbiamo di fronte un symphonic metal eseguito alla perfezione, manca quella scintilla, quel calore in più, per farci alzare dalla sedia e farci applaudire al capolavoro. Inaspettatamente, l'ultimo capitolo di “Crimson Dyed Abyss”, ci svela un altro lato della band. “Now”, infatti, è davvero sublime. Si discosta, anche se non del tutto, da quello che abbiamo sentito fino ad ora e la voce di Ivana, sembra più magnifica che mai, portandoci ad una più che degna conclusione.
Tutto sommato, gli Angel Seed, sono una band forte, con delle potenzialità non indifferenti che hanno già dimostrato di possedere. Con una personalità e uno stile così ben definito e particolare, non mi resta che augurarmi di vederli spiccare una carriera proficua.
Tracklist:
01. Bloodfield
02. Dancing With The Ghosts
03. Man With Black Roses
04. Forever Blind
05. Leaving All Behind
06. Fallen Angel
07. Schizohead
08. Soulcollector
09. Rest Calm
10. The Healer
11. Now
Voto: 70/100
By Jackie Black

