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I Defeated Sanity sono una band che nell'Underground più estremo sono ormai sinonimo di garanzia, si distinguono per la loro proposta musicale, molto violenta e brutale sì, ma non per questo "ignorante" (nel senso buono del termine). La band si formò a Berlino nel lontano 1994 e la line-up era composta da Robert Colnik alla voce, Wolfgang Teske e Lille Gruber (entrambi sia alle chitarre che alla batteria) e Jonas Gruber al basso. Nel 2004 diede alle stampe il primo Full, intitolato "Prelude To The Tragedy" che, sebbene fosse abbastanza debitore ai Suffocation come tipo di songwriting, lasciava già intravedere le (non poche) potenzialità della band e rientrando nei classici stilemi del Brutal Death: vocione growl molto basso, chitarre distorte e molto sature, controtempi continui, cambi di tempo repentini, stop & go che si susseguivano in continuazione, rallentamenti asfissianti nei quali i power chords in palm muting devastavano tutto ciò che incontravano ed ovviamente dei blast beats a dir poco schizoidi. Sono questi gli ingredienti che contraddistinguono questo genere musicale; adesso con il loro quarto album "Passages into Deformity" (2013) uscito per l'etichetta Willowtip Records, la band ha acquisito una tecnica davvero buona, non comune a tutte le bands del settore.

 

La prima song "Initiation", che dura poco più di un minuto, svela quali siano le reali e non troppo velate intenzioni della band: distruggere tutto! Puro maelstrom sonoro ed assalto all'arma bianca; la seconda "Naraka" comincia con un break di basso sfociando poi in un turbinio di blast beats, ci sono anche rallentamenti soffocanti con dei palm muting talmente pesanti da riuscire ad abbattere una fortezza. "Verblendung" comincia con un break veloce di basso per poi partire in alternato con riffs in controtempo, uno sweep di basso e si continua con il massacro sonoro, che si alterna tra blast beats infernali, rallentamenti soffocanti ed armonici artificiali a dir poco corrosivi che impreziosiscono la qualità del songwriting. "Lusting for Transcendence" inizia con un riff in ripartenza che poi darà luogo ad un blast beat che definire violentissimo sarebbe puro eufemismo, controtempi con riffs tecnicissimi lasciano di stucco l'ascoltatore; di sicuro la song che, in quanto a velocità, è la più costante per ciò che concerne le parti in blasts. "The Purging" inizia con un poderoso blast (ma va?) per poi variare con degli alternati che donano dinamicità alla song, si susseguono poi prolungati stacchi sulla base di riffs di "ripartenze" ad opera delle chitarre, stop & go in abbondanza e controtempi molto prolungati. "Verses of Deformity" si apre con un riff in controtempo sulla base di un mid tempo con tappeto di doppio pedale, per poi trasformarsi in un blast beats, ma riecco ancora una volta i già citati rallentamenti in palm muting che poi daranno luogo a tempi in alternato (o i classici "tupa-tupa" per così dire). "Perspectives" è la song più lunga dell'album, ma non crediate che sia la più articolata! Si da inizio alle danze con il solito devastante blast che poi darà luogo a mid tempos nei quali la band acquista una pesantezza inaudita con dei palm muting terrificanti, vi sono più parti lente che nelle altre songs, questo non fa altro che aumentare la componente groove della track in questione, un assolo al vetriolo spiazzerà l'ascoltatore e poi ancora blast beats torrenziali e cambi di tempo in quantità industriale, terminando poi con un mid tempo che lentamente si spegne in termini di volume. "Frenzy" dura solo due minuti e mezzo, ma sono due minuti e mezzo di fuoco: blast beats come se non ci fosse un domani, alternati per poi ritornare ai blasts che in questo pezzo fanno il bello e il cattivo tempo. La track-by track si conclude con "Martyrium", che alterna blasts a mid tempos con palm muting pesanti come macigni, si cambia ancora tempo con degli alternati in cui vi sono riffs in controtempo alla batteria, ancora stacchi, ripartenze e stop & go, il tutto all'insegna della tecnica e della brutalità che trasuda in un lavoro come questo.

 

C’è da dire che la produzione dell’album non è approssimativa, ma neanche potente e cristallina… Tutto ciò non sminuisce minimamente l’intera produzione, in quanto in primis trattasi di un lavoro di pregevole fattura, in secondo luogo il genere di certo non lo impone anche se va detto che alcune bands del settore per scelta usufruiscono di una produzione impeccabile (scelta stilistica sicuramente). Se siete appassionati di Brutal Death, ma di quello ben fatto, non potrete non apprezzare un disco così, per quanto mi riguarda di certo non farà gridare al miracolo, ciò nonostante il voto risulta alto, molto alto...

 

Tracklist:

 

  01. Initiation

  02. Naraka

  03. Verblendung

  04. Lusting for Transcendence

  05. The Purging

  06. Verses of Deformity

  07. Perspectives

  08. Frenzy

  09. Martyrium

 

By Nothingness Essence

 

Voto: 84/100

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Alcune recensioni della Music Reviewer Larika Fracca sono state eseguite in collaborazione con Horrorscape.jimdo.com

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